lunedì 14 maggio 2018
Carlo Magno
La scuola palatina
Carlo Magno diede vita ad un fenomeno chiamato rinascita carolingia.
Secondo Magno era fondamentale che tutti i popoli conquistati fossero accomunati da un'unica lingua, dagli stessi costumi e da un'unica religione, per questa ragione chiede alla chiesa di organizzare un'istruzione anche per gli uomini liberi e non solo per i chierici. Nel 782 egli incaricò Alcuino di York (colto, anglosassone) di insegnare presso la sua corte, ad Aquisgrana la Schola palatina, scuola destinata ai figli della nobiltà laica.
Secondo Alcuino, il programma didattico della scuola era il seguente:
- Istruzione primaria, insegnamento lettura e scrittura (minima conoscenza latina) introduzione alla comprensione delle Sacre Scritture.
- Istruzione di un livello superiore; arti del trivio e del quadrivio.
- Un livello ancora superiore, con lo studio della filosofia e la conoscenza approfondita delle Sacre Scritture.
Con l'Esortazione generale, Carlo Magno prevede la fondazione di scuole monastiche e presbiteriali, sia per i chierici che per i laici.
Dopo la morte di Carlo, il nipote Lotario I estese a tutte le scuole urbane il modello degli studi classici della scuola palatina (825.)
Gregorio Magno
La formazione del clero dell'educazione popolare
Considerato che la chiesa aumentava il suo potere, divenne necessaria una formazione per i sacerdoti e per i fedeli.
Gregorio Magno era un divulgatore della religione cristiana. All'interno del libro "Regola pastorale" espone i principi pedagogici per la formazione dei vescovi.
Egli fu un grande sostenitore della formazione popolare e quando divenne papa, ricordò ai suoi vescovi di rivolgere la formazione religiosa al popolo, tramite la predicazione. Secondo Gregorio un buon predicatore deve saper semplificare il linguaggio, adattarsi ad un modesto auditorio, infine anche il ricorso alle immagini è ritenuto molto importante; scelte personali.
Severino Boezio
Le arti liberali e la filosofia
Le arti liberali sono al centro dei pensieri di Boezio, che afferma che anche nella difficile situazione dell'impero sia possibile conservare e tramandare la cultura.
Secondo la sua idea, le arti del quadrivio ovvero, aritmetica, geometria, astronomia e musica, colgono alla perfezione il numero dello spazio.
Boezio rivolse particolare attenzione all'uso del linguaggio, più nel dettaglio della dialettica. Studiò così le Opere di Aristotele e tradusse in latino.
La dialettica si suddivide in tre fasi:
- Lo studio della parola, del significato e del suono.
- Lo studio del valore logico.
- Lo studio della proposizione.
Grazie alle sue idee e al suo impegno, la retorica assunse un grande valore; divenne così un valore centrale del curriculum. Boezio affermava che attraverso la retorica possiamo conoscere tutto l'universo.
La valorizzazione delle arti liberali venne riscontrata durante il matrimonio di Filogia di Marzio, che considerava le arti liberali espressioni delle facoltà umane.
Cassiodoro e Benedetto da Norcia
Il monachesimo occidentale
Dopo l'editto di Milano e quello di Tessalonica, il cristianesimo assunse una grande importanza. Dal V-VI secolo la chiesa iniziò a fornire l'istruzione. Una delle correnti più celebri, fu il monachesimo. Chi sceglieva di diventare monaco, decideva di allontanarsi dalla vita per concedersi alla solitudine. Poco a poco il monachesimo divenne una comunità con delle regole.
Benedetto da Norcia, fondò nel 529 il monastero monachesimo. Secondo una sua idea, il monaco doveva dedicare la vita ai lavori manuali, ai quali alternavano la preghiera e i lavori intellettuali ( copiatura testi sacri)
I monaci conferivano molta importanza ai testi e alla conservazione della cultura occidentale.
All'interno del libro Regula Magistri egli spiega i principi pedagogici necessari per l'educazione nelle scuole monastiche.
Cassiodoro fondò il monastero del Vivarium, in Sicilia, fondato prevalentemente per imparare la trascrizione. Nelle istruzioni delle "lettere sacre e profonde" egli divise le sette arti liberali in trivio e drivio, mentre nell'opere "Lettere varie" riprende i principi di Cicerone.
domenica 6 maggio 2018
Sant'Agostino
Sant'Agostino e "il maestro interiore"
Una posizione di apertura al sapere pagano è quella di Agostino, il quale ritiene che i modelli educativi e culturali classici siano utili in una prospettiva cristiana. Agostino promuove una collaborazione tra ragione e fede.
Nelle Confessioni, la sua opera autobiografica, Agostino delinea la sua concezione di insegnamento fondato sulla curiosità e sull'interesse dell'allievo.
E' proprio in relazione al linguaggio che Agostino nel "Il maestro" affronta le questioni sul suo pensiero educativo. Il maestro non può insegnare attraverso il linguaggio, perché esso è costituito di segni che possono essere compresi solo da chi conosce già le cose a cui si riferiscono.
Il maestro, attraverso il linguaggio, può soltanto stimolare l'allievo alla ricerca interiore della verità nella propria anima, ovvero del proprio maestro interiore.
Per Agostino l'educazione è un processo nel quale l'allievo è attivo protagonista e non passivo ricettore. Agostino da molta importanza all'allievo: egli ritiene che ogni nozione, per essere appresa in modo definitivo dall'allievo, debba essere sentita come vera. Solo così una nozione potrà essere trasferita dall'ambito originario a un altro attinente ma non ancora noto.
Un altro tema importante nella pedagogia di Agostino è l'amore. Nella prima catechesi, egli considera l'amore anima dell'educazione: in ottica cristiana, l'amore tra maestro e allievo è un riflesso dell'amore di Dio.
Parlando delle materie di insegnamento, Agostino, nel "Sull'ordine" tratta dell'ordine delle discipline di studio: le arti liberali sono dunque importanti. Nella Dottrina cristiana Agostino si pone il problema di formare l'oratore sacro, cioè ecclesiastico. Nella sua formazione saranno fondamentali la cultura filosofica e l'approfondimento delle Sacre scritture. Tutte le discipline tradizionali dalla grammatica alla retorica, dalla matematica all'astronomia, diventano strumenti per leggere e comprendere la Bibbia. Il rapporto tra cultura pagana e dottrina latina viene così ribadito, come il connubio tra vita intellettuale e vita spirituale, ulteriormente arricchita da una piena comprensione della parola divina.
Per Agostino l'educazione è un processo nel quale l'allievo è attivo protagonista e non passivo ricettore. Agostino da molta importanza all'allievo: egli ritiene che ogni nozione, per essere appresa in modo definitivo dall'allievo, debba essere sentita come vera. Solo così una nozione potrà essere trasferita dall'ambito originario a un altro attinente ma non ancora noto.
Un altro tema importante nella pedagogia di Agostino è l'amore. Nella prima catechesi, egli considera l'amore anima dell'educazione: in ottica cristiana, l'amore tra maestro e allievo è un riflesso dell'amore di Dio.
Parlando delle materie di insegnamento, Agostino, nel "Sull'ordine" tratta dell'ordine delle discipline di studio: le arti liberali sono dunque importanti. Nella Dottrina cristiana Agostino si pone il problema di formare l'oratore sacro, cioè ecclesiastico. Nella sua formazione saranno fondamentali la cultura filosofica e l'approfondimento delle Sacre scritture. Tutte le discipline tradizionali dalla grammatica alla retorica, dalla matematica all'astronomia, diventano strumenti per leggere e comprendere la Bibbia. Il rapporto tra cultura pagana e dottrina latina viene così ribadito, come il connubio tra vita intellettuale e vita spirituale, ulteriormente arricchita da una piena comprensione della parola divina.
Patristica latina
San Gerolamo e Sant'Ambrogio
Gerolamo insiste sull'importanza dell'educazione nella prima infanzia, compito assegnato ai genitori che devono impartire valori morali e religiosi, facendo leva sull'emulazione sulla lode.
In questo ambito si sottolinea il ruolo della madre come educatrice delle figlie femmine, che deve indirizzare verso la preghiera e la conservazione della purezza.
Oltre la preghiera, Gerolamo consiglia anche la penitenza e la mortificazione psicologica e fisica. Lo stesso avvicinamento alle Sacre Scritture ma attraverso il lavoro.
Anche sant'Ambrogio contrasta gli aspetti della cultura pagana che possono ostacolare la conquista della vita eterna. Così la fides latina (lealtà) diventa la fede in Cristo, la charitas assume un significato interiore.
Con Ambrogio, il concetto greco-romano di officium viene così ripreso in chiave cristiana. Egli distingue due livelli di servizio/dovere: l'officium medium che fa riferimento ai comandamenti divini validi per tutti i fedeli, e l'officium perfectum che raccoglie i consigli che valgono per i santi.
In questo ambito si sottolinea il ruolo della madre come educatrice delle figlie femmine, che deve indirizzare verso la preghiera e la conservazione della purezza.
Oltre la preghiera, Gerolamo consiglia anche la penitenza e la mortificazione psicologica e fisica. Lo stesso avvicinamento alle Sacre Scritture ma attraverso il lavoro.
Anche sant'Ambrogio contrasta gli aspetti della cultura pagana che possono ostacolare la conquista della vita eterna. Così la fides latina (lealtà) diventa la fede in Cristo, la charitas assume un significato interiore.
Con Ambrogio, il concetto greco-romano di officium viene così ripreso in chiave cristiana. Egli distingue due livelli di servizio/dovere: l'officium medium che fa riferimento ai comandamenti divini validi per tutti i fedeli, e l'officium perfectum che raccoglie i consigli che valgono per i santi.
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